31.12.1994
Anselm Jappe
Il capitalismo sta per finire. La prova: il crollo dell’Unione sovietica. Base dell’analisi: la critica “oscura” che un certo Karl Marx rivolse al “valore”.
Saranno la lotta di classe e la lotta per la democrazia a vincere il capitalismo? La lotta di classe non è stata altro che il motore dello sviluppo capitalistico, e non ne potrà mai scaturire un suo superamento. La democrazia non è l’antagonista del capitalismo, ma la sua forma politica, e ambedue hanno esaurito il loro ruolo storico.
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31.12.1993
Anselm Jappe
RECENSIONE DI:
Robert Kurz, Der Kollaps der Modernisierung (Il collasso della modernizzazione), Eichborn, Frankfurt a. M. 1991, p. 288
Robert Kurz, Der Letzte macht das Licht aus (L’ultimo spegne le luci), Tiamat, Berlin 1993, p. 192
Robert Kurz, “Subjektlose Herrschaft” (Dominio senza soggetto), p. 79, in: Krisis nr. 13, dicembre 1993
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31.12.1991
Sul nesso logico tra teoria della crisi e teoria della rivoluzione
in Italiano: Revista Invarianti (Roma), Nr. 29 e 30, 1997
Ernst Lohoff
1. La crisi della teoria della rivoluzione
Alla società borghese moderna riesce ogni giorno più difficile assicurare la propria riproduzione. A partire dal rapporto del Club of Rome nei primi anni settanta, si è andata largamente diffondendo, anche nella coscienza quotidiana, la consapevolezza che la società mondiale presenti tendenze suicide. Il continuo arrivo di notizie funeste nei campi dell’ecologia, dell’economia e della politica alimentano in permanenza una diffusa sensazione di crisi, che da tempo non è più centrata sul solo aspetto ecologico. Ma nonostante l’accumulazione di oggettivi sintomi di crisi, la società borghese sembra più salda che mai dal suo lato “soggettivo”. Le ex-opposizioni radicali si dimostrano prive di concetti e di idee di fronte ai reali problemi del nostro tempo e hanno rinunciato a tutte le loro aspirazioni. Con la loro mancanza di idee e di organizzazioni, esse non costituiscono più una sfida, ma forniscono al contrario un’ulteriore legittimazione per continuare lo statu quo. Di fronte al fallimento del pensiero antagonistico, l’attuale società borghese ha a sua disposizione un argomento molto forte: tutti riconoscono che non vi sono alternative a essa. L’opposizione fondamentalista perde ogni lustro e si riduce a moraleggiare e a lanciare accuse, degenerando in una posizione contemplativa e brontolona, mentre i modernizzatori e i riformisti continuano ciechi il loro povero mestiere.
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